Chi siamo

Società Dante Alighieri

       

La Società nazionale Dante  Alighieri  è la più  antica istituzione italiana per la diffusione della nostra  cultura nel mondo, battezzata così dal poeta Giosuè Carducci nel 1889, con lo scopo di “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana».

Il Comitato della Dante Alighieri di Treviso, inserito nella rete dei 401 Comitati attivi in 79 Paesi, di cui 81 in Italia, è uno dei più antichi in Italia e fu fondato l' 8 maggio 1900. Assidui e operosi antesignani furono il poeta Luigi Pinelli e il critico d’arte Luigi Coletti, i quali si fecero promotori di conferenze patriottiche e di manifestazioni di italianità. In coincidenza con Caporetto, il Comitato si sciolse per rinascere dopo la vittoria e operare fino allo scoppio della seconda guerra mondiale che vide il suo definitivo scioglimento. Ritornò attivo nel 1984 per opera del prof. Arnaldo Brunello.

Attualmente, grazie   all'opera disinteressata   di valenti collaboratori, il Comitato favorisce il confronto tra studiosi, accademici, intellettuali, studenti e docenti del trevigiano e non, su tematiche a carattere letterario, artistico e scientifico e si propone di sviluppare nei cittadini e soprattutto nei giovani la sensibilità e l’attenzione per il patrimonio letterario italiano e di  renderli protagonisti nella trasmissione di valori culturali.

                              

Il Presidente

prof.ssa M. Giuseppina Vincitorio

...là dove Sile e Cagnan s'accompagna

(Paradiso, Canto IX, v.49) 

Gli itinerari culturali proposti dal Comitato Dante Alighieri di Treviso nascono dalla convinzione che Dante sia un fondatore di civiltà, universale in quanto non ha lasciato nulla di inesplorato dell’animo umano; non è solo un testimone della storia, ma un profeta del futuro. È anche il poeta che rappresenta la nostra identità culturale e nazionale nel mondo. L’identità è qualcosa che va inventata: è un obiettivo, uno scopo, per cui è necessario lottare. L’identità è un’inquietudine della nostra epoca, un argomento di scottante attualità.

La riflessione sui testi della letteratura e la conoscenza delle radici della nostra lingua possono aiutarci in questo compito. Divulgare vuol dire chiedere agli studiosi, agli accademici, agli intellettuali, ai sapienti, ai maestri, agli insegnanti, di offrire approcci conoscitivi adatti a tutte le esigenze. Significa andare “oltre” la linea di divisione tra le persone, tra le lingue e le culture, tra i saperi, le pratiche e i linguaggi che impediscono comunicazione e relazione. La Commedia è bella, è appassionante, regala emozioni, ci ricorda da dove nasce la nostra lingua; è un po’ la nostra storia e ci fa sentire orgogliosi di essere italiani.

                                             

Il Presidente

prof.ssa M. Giuseppina Vincitorio